Arrivi in città e il centro è subito a portata di passo. Le distanze sono brevi, i passaggi naturali: una strada ne chiama un’altra, senza cesure.
Lo aveva colto bene Eugenio Montale, descrivendo Genova come una ragnatela di carruggi che giunge fino al porto. Un’immagine concreta, quasi geografica, che spiega perché qui si passi senza accorgersene da una via monumentale a un vicolo stretto, dalla città ufficiale a quella più raccolta.
Il percorso può cominciare da Via Garibaldi, l’antica Strada Nuova, oggi Patrimonio UNESCO. È una strada breve e ordinata, fiancheggiata dai grandi palazzi delle famiglie mercantili, come Palazzo Rosso, che raccontano la stagione in cui Genova era uno dei principali centri del commercio europeo. Qui la città si mostra aperta, leggibile, monumentale. Bastano però pochi passi perché il ritmo cambi.
Alle spalle dei palazzi, la città si stringe e iniziano i carrugi della città vecchia, uno dei centri storici medievali più estesi d’Europa. Le strade sono strette perché così dovevano essere: botteghe, magazzini e abitazioni cresciute attorno al porto, quando tutto doveva stare vicino. È una Genova densa, quotidiana, che si attraversa lentamente.
È la città raccontata da Fabrizio De André, quella delle storie laterali, degli ultimi, delle vite ai margini. Nei vicoli è ancora riconoscibile anche la presenza di Don Andrea Gallo, prete di strada profondamente legato a questi luoghi, spesso raffigurato sui muri e sulle serrande come segno urbano di una città attenta alle persone.
Proseguendo, il dedalo dei vicoli conduce naturalmente verso Piazza De Ferrari, il centro di Genova. Qui convergono il Teatro Carlo Felice, i palazzi storici e le sedi istituzionali. La fontana al centro accompagna un passaggio continuo: si attraversa la piazza per scegliere la direzione successiva. Da un lato si allunga Via XX Settembre, l’asse della Genova quotidiana. Vetrine, bar e uffici scandiscono il movimento di chi lavora e studia, lungo una strada che racconta la città di oggi, cresciuta sul commercio e sulla finanza. Dall’altro, il percorso torna a stringersi verso il porto.
Scendendo verso il mare si arriva all’Acquario di Genova, una delle tappe più visitate della città, con oltre 600 specie marine ospitate in grandi vasche che ricostruiscono ambienti dal Mediterraneo agli oceani. È un luogo pensato per chi attraversa Genova con i bambini, ma capace di raccontare a tutti il legame profondo tra Genova e il mare.
Se invece si vuole cambiare prospettiva, dal centro si può salire.
Un ascensore conduce al belvedere di Castelletto, da qui lo sguardo abbraccia i tetti, il porto e la linea dell’acqua, restituendo l’immagine di una città compatta, costruita tra mare e colline. Genova si scopre così:
seguendo un percorso continuo, dalla strada ai vicoli, dalla piazza al porto, senza mai interrompere il passo.
Come arrivare a Boccadasse
Dal centro di Genova è semplice raggiungere Boccadasse, antico borgo marinaro affacciato sul mare. Un luogo raccolto, fatto di case colorate, barche e spiaggia, ideale per una passeggiata o una sosta lenta.

































