"Interno di casa romana" di Mario Schifano

Il nocciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura”, scriveva nel 1963 Cesare Vivaldi a proposito di Mario Schifano.

È da questa intuizione, semplice e decisiva, che prende forma la grande retrospettiva al Palazzo Esposizioni Roma, dal 17 marzo al 12 luglio 2026, curata da Daniela Lancioni e promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale.

Oltre cento opere, provenienti da collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali, ricostruiscono un percorso che non è mai stato lineare, ma fatto di continue trasformazioni. Dagli esordi materici degli anni Cinquanta ai monocromi del 1960, fino alle immagini filtrate dalla fotografia, dalla televisione e dalla storia dell’arte, il lavoro di Schifano si muove per scarti, aperture, ritorni.

Accanto alla pittura, la mostra apre anche ad altri linguaggi — il cinema, la fotografia e la televisione  — restituendo un artista che ha continuamente spinto il proprio lavoro oltre i confini del quadro. Il percorso non segue una linea retta: procede per rimandi, ritorni e variazioni. Alla fine, resta una cosa sola. La pittura, come necessità.

Mario Schifano
Grande particolare di propaganda , 1962
smalto e grafite su carta applicata su tela, 189 × 150 cm
Collezione privata
© MARIO SCHIFANO, by SIAE © Archivio Mario Schifano

 

 

Mario Schifano
Suicidio no 1 , 1965
smalto e grafite su tela, 300 × 250 cm, dittico asimmetrico
Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, Lugano
© MARIO SCHIFANO, by SIAE © Archivio Mario Schifano

 

Mario Schifano
Compagni compagni , 1968
spray e perspex su tela, 141,5 × 141,5 cm
Collezione privata. Courtesy Gió Marconi Gallery, Milano
Foto Fabio Mantegna
© MARIO SCHIFANO, by SIAE
© Archivio Mario Schifano

 

 

Mario Schifano
Interno di casa romana, 1968 (dettaglio)
smalto, spray, grafite e pastello su tela, 303 × 720 cm, polittico
Collezione privata
Foto Giorgio Benni
© MARIO SCHIFANO, by SIAE © Archivio Mario Schifano