Fantasma di Carlina con abito nero

Nel cuore di Duomo di Milano, quando le luci si abbassano c’è chi giura di percepire una presenza. È Carlina. La sera del suo matrimonio, Milano sembrava trattenere il respiro. Le campane non avevano ancora iniziato a suonare, e già una folla discreta si radunava davanti alla cattedrale. Tra i sussurri, qualcuno notò subito l’abito della sposa, era nero come la notte. Carlina avanzava lentamente, il volto pallido sotto il velo scuro. Accanto a lei, Renzino stringeva le mani, ignaro del peso che la giovane portava nel cuore. Avevano scelto il Duomo non solo per la sua maestosità, ma perché lì, tra quelle pietre sacre, speravano di trovare redenzione. Prima della cerimonia, come era loro abitudine, decisero di salire sulle terrazze. Da lassù, la città si stendeva come un mare di tetti e luci tremolanti. Le guglie si innalzavano attorno a loro, fitte come una foresta di pietra, e le statue sembravano osservare ogni loro passo. Carlina si fermò.

«Renzino…» sussurrò, ma la voce le si spezzò in gola.

Lui si voltò, sorridendo. «Che succede?»

Ma Carlina non rispose subito. Guardava le guglie, le ombre lunghe che si intrecciavano come dita accusatrici. Sentiva il peso del segreto premere contro il petto, soffocarla. Non poteva più tacere. Il vento si alzò, insinuandosi tra le pietre. Le statue sembravano animarsi, i loro volti irrigidirsi in espressioni severe. Carlina indietreggiò.

«Non posso sposarti…» disse infine, con un filo di voce.

Renzino rimase immobile.

«Cosa stai dicendo?» Lei chiuse gli occhi.

«Ti ho tradito.»

Il silenzio fu immediato, assoluto.

«E…» continuò, tremando, «porto in grembo un figlio che non è tuo.»

Renzino fece un passo verso di lei, ma Carlina ne fece due indietro. Dietro di lei, il vuoto. Le guglie incombevano, appuntite come lance. Il vento ululava tra le pietre, come un coro di voci lontane.

«Perdonami…» sussurrò.

Poi accadde. Un movimento improvviso, un piede che scivola, o forse un gesto volontario, disperato. Renzino gridò il suo nome, ma la sua voce fu inghiottita dal vento.

Carlina cadde. E con lei, ogni possibilità di redenzione.

Da allora, nelle notti più silenziose, qualcuno racconta di aver visto una figura nera aggirarsi tra le navate del Duomo.  Compare soprattutto durante i matrimoni.

C’è chi dice di averla intravista tra i banchi, immobile, con lo sguardo fisso sugli sposi. Altri giurano di aver sentito un fruscio, come di seta, seguito da un sussurro appena percettibile.

“Perdonami.” E poi scompare.

è la storia di Carlina, che cerca ancora pace.