di Micky dè Finis

Esiste una terra delle meraviglie ?
Giuseppe Nobiletti, 49 anni, avvocato, da anni dinamico sindaco di Vieste e oggi presidente della Provincia di Foggia non ha dubbi. È la Capitanata, nome antico di origine bizantino che circoscrive un pezzo d’Italia in cui è la bellezza che domina davvero incontrastata. Lo incontro a Foggia, in un giorno pieno di sole nel Palazzo dell’Amministrazione della Provincia, monumentale simbolo della Regia Dogana, un tempo cassaforte del Regno di Napoli, eretto oggi a sede di Ambasciata di Pace dell’Unesco.
Ci troviamo come in una micro regione perché la Capitanata risulta la seconda provincia più vasta d’Italia per estensione territoriale.

Allora Presidente è una terra di luce, di mare, di vento?

Non sbaglia affatto perché qui, lo vede, possiamo dire di essere circondati dalla bellezza – racconta Nobiletti – dall’arcipelago delle Tremiti alle lagune di Lesina e Varano, dal Parco del Gargano, alle paludi, sino alla piana del Tavoliere e ai monti della Daunia. Penso che approdare da queste parti significhi immergersi in una delle zone costiere più estese della Puglia, una costa a ricca e variegata che va spaziando da lunghe spiagge sabbiose come quelle della mia Vieste e Marina di Chieuti sino a tratti più rocciosi e scogliere tipiche del nostro promontorio del Gargano”.
In vero la Puglia nasconde un primato che pochi conoscono: i suoi 865 chilometri di costa battono tutte le regioni peninsulari italiane (n.d.r.)

Parla come di un autentico tesoro, un patrimonio naturale senza eguali nel nostro Paese?

È così perché alla grande piana del Tavoliere, un bacino agricolo di immense capacità, chiamato il granaio d’Italia, fa da sfondo lo sperone del Gargano, con quel suo profilo costiero bellissimo, la sua natura carsica, le grotte, i pini d’Aleppo che diradano verso il mare che restano sospesi come d’incanto tra cielo e terra.
Nel mare della provincia di Foggia ricade l’unico arcipelago dell’Adriatico con le Isole Tremiti, un mare incontaminato, dove ancora oggi è possibile ascoltare il pianto delle diomedee, uccelli marini che richiamano il nome del mitico Re Diomede, leggendario fondatore di Foggia, un tempo chiamata Arpi. Ma con un po’ di fortuna potrebbe fare anche un incontri inaspettati.

Quali?

Con la foca monaca, una specie minacciata di estinzione che qui sopravvive ancora. Ma potrebbe imbattersi con i delfini che danzano nelle nostre acque.
“Credo – dice Nobiletti – si debba partire proprio da tutte queste bellezze, uniche ed irripetibili per capire i tesori che abbiamo. Aveva ragione Dostoevskij: solo la bellezza salverà il mondo! E difatti sono certo che da una postazione privilegiata come la nostra, dal modo di osservare tutto ciò che abbiamo intorno può scaturire un’autentica esperienza che resta unica visitando i sette mila chilometri quadrati di superficie in cui la natura si è divertita molto scatenando la sua fantasia. Basta guardarsi intorno.
I fiumi Ofanto, Fortore, Cervaro, Carapelle e Candelaro bagnano la nostra terra. Qui in Capitanata c’è il maggior lago costiero italiano, quello di Varano, che è anche il più grande dell’Italia meridionale.
Abbiamo Bosco Quarto, lo splendore della Foresta Umbra con le sue faggete patrimonio dell’Unesco e nel cuore del Tavoliere si distende la Selva dell’Incoronata, il più grande bosco di pianura d’Europa, un patrimonio di verde incredibile, già rifugio di caccia per Federico II che qui visse un pezzo della sua vita e che qui scelse di morire, nell’eremo di Castel Fiorentino, sulle pendici di Torremaggiore.
E che dire poi delle grandi aree artigianali di Foggia,San Severo e Lucera, della pietra di Apricena, delle zone retroportuali di Cerignola e del bacino che delimita il nostro affaccio sul mare nel golfo di Manfredonia, il porto della Capitanata. Se tutto questo non è uno scrigno pieno di gioielli naturali?”.

Insomma ci sta invitando alla riscoperta della terra dei dauni?

Le nostre meraviglie sono a cielo aperto. Nella nostra provincia ha sede il Parco nazionale del Gargano che si classifica trai i parchi più belli d’Italia, uno spettacolo per gli occhi. Creda, ci sentiamo abitanti di una terra di mezzo, perché la Capitanata è il nord del sud, una sorta di Mezzogiorno d’Europa. Questo ci spinge ad allargare lo sguardo perché abbiamo un brand significativo che è come un tratto distintivo identitario in un percorso tutto da compiere. La nostra offerta turistica, quella culturale ed enogastronomica è un unicum pieno di colori, di sapori e di saperi davvero speciali. A San Giovanni Rotondo la storia di San Pio da Pietralcina incrocia il culto micaelico con la grotta dell’Arcangelo Michele nella punta del promontorio, a Monte Sant’Angelo, dove ci sono ancora tutti i segni lasciati dall’età romanica. Poi l’Abbazia di Monte Pulsano e la Chiesa di San Leonardo senza dire dei siti archeologici dell’antica Sipontum che si snodano sino alla tomba della Medusa e alle antiche vestigia di Herdonia e Arpi, il primo nome di quella che oggi è Foggia. Siamo nella Daunia, la grande Daunia dove stupore e incanto sono dentro la storia raccontata nei secoli dalla nostra gente che ha sempre parlato con la terra e il mare.

La Daunia conserva quindi una sua specificità con potenzialità inespresse?

Ha colto nel segno. Dalla Daunia all’Irpinia, dalla Lucania al Sannio, viene naturale il disegno di un pezzo d’Italia che parla di una storia millenaria che descrive una traccia su cui riflettere e scommettere perché suggerisce oggi molte carte da scoprire e molte carte da giocare.
Ora abbiamo anche una nuova leva da mettere in campo. È quella dell’Aeroporto Gino Lisa, la cui piena funzionalità ha di fatto rilanciato come non mai il nostro sistema dei trasporti con prospettive che vanno oltre il contesto territoriale provinciale, affidate ad Aeroitalia. Ci collochiamo strategicamente nel Nord della Puglia, in una naturale disponibilità funzionale con il Molise, il basso Abruzzo, l’Irpinia e la stessa Basilicata. E questo è un tema di una rilevanza incredibile non solo sul piano specifico del trasporto aereo, ma anche per le nostre ambizioni turistiche e, più in generale, per tutta la nostra economia. Una infrastruttura quella del Gino Lisa che ci pone al centro di una dimensione che prospetta nuovi orizzonti e che richiede una nuova lettura di un meraviglioso pezzo del Mezzogiorno d’Italia”.

Le sue parole suonano come uno spartito musicale!

Anche questo è nelle nostre vene. Lo sa lei che il Maestro Umberto Giordano, personalità di grande spicco del clima culturale e musicale europeo di fin de siècle, autore di opere raffinate e conosciute in tutto il mondo come Fedora, Mese Mariano, Siberia e Andrea Chénier, era di Foggia?