Vacanze finite

Prima di partire si fanno le liste. Liste ordinate, precise, rassicuranti. Cose da comprare, cose da lavare, cose da mettere in valigia, documenti da controllare, caricabatterie da non dimenticare. Per qualche minuto si ha perfino l’illusione di avere tutto sotto controllo.

Poi cominciano gli appuntamenti.

Parrucchiere, estetista, medico, pediatra, dentista, farmacia. La settimana prima della partenza si trasforma in una corsa a ostacoli, con incastri che neppure un responsabile della logistica aeroportuale saprebbe gestire. Ogni giornata è divisa in fasce orarie, promemoria e messaggi: “Arrivo tra dieci minuti”, “Sto parcheggiando”, “Può aspettarmi cinque minuti?”.

Nel frattempo, bisogna lavorare, chiudere le ultime cose, rispondere alle mail e fingere di essere ancora concentrati. Perché la partenza si avvicina, ma le scadenze non sembrano esserne informate.

E se, per caso, a casa ti aspetta anche un matrimonio, la lista cambia improvvisamente categoria. Non ci sono più soltanto shampoo, medicinali e costumi. Entrano in scena abiti, scarpe, borsa, accessori e para-accessori: ciò che serve davvero, ciò che potrebbe servire e ciò che compri perché “non si sa mai”. Poi c’è la valigia. La tua sarebbe anche semplice. Il problema è che non sei sola. Se vivi con una preadolescente, ogni scelta diventa una trattativa internazionale. Il costume non va bene, i sandali sono improvvisamente orribili, quella maglietta non è mai esistita e il vestito comprato due settimane prima non può più essere indossato per ragioni che non ti verranno spiegate. La stanza si riempie di capi scartati, borse aperte e porte chiuse con una certa decisione.

A quel punto la vacanza, che sulla carta dovrebbe servire a riposarsi, comincia a somigliare a un progetto complesso con troppe persone coinvolte e nessun coordinamento centrale.

Tu continui a spuntare voci. Crema solare: fatto. Documenti: fatto. Medicine: fatto. Caricabatterie: forse. Scarpe eleganti: da verificare. Appuntamento dal parrucchiere: spostato. Pediatra: richiamare. Regalo di matrimonio: panico.

Eppure lo sai. Ne sei matematicamente certa. Nonostante le liste, gli allarmi sul telefono e i post-it attaccati alla porta, qualcosa resterà a casa.

Lo scoprirai quando sarai già partita, probabilmente in autostrada o davanti al gate. E in quel preciso momento penserai che, tutto sommato, riunioni, mail e scadenze non erano poi così male.

La vera vacanza, forse, comincia quando torni al lavoro.