Ci sono luoghi in Italia che difficilmente finiscono sulle cartoline. Quartieri lontani dai centri storici, dove le opportunità non arrivano con la stessa facilità e dove crescere può voler dire partire già indietro. Meno spazi per studiare, meno occasioni per fare sport, meno possibilità di scegliere. Eppure, è proprio qui che può nascere il futuro.
Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente che, da oltre 100 anni, è a fianco dei bambini più vulnerabili, in Italia e nel resto del mondo, lavora ogni giorno anche nelle periferie italiane per contrastare la povertà educativa e offrire ai più piccoli opportunità concrete di crescita.
Lo racconta Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children:
“IMPOSSIBILE è la parola che sentiamo spesso quando parliamo di infanzia in Italia: impossibile colmare i divari, impossibile cambiare le traiettorie di quartieri segnati da anni di trascuratezza.
Eppure, proprio lì esiste un potenziale straordinario. Abbiamo visto ragazzi e ragazze che, quando vengono ascoltati, sanno indicare ciò che serve davvero: spazi per studiare, per crescere, per sentirsi sicuri.
Le periferie non sono solo il luogo dei problemi: sono luoghi di futuro.
L’impossibile non cambia da solo. Ma cambia quando qualcuno decide di crederci. E ogni volta che apriamo uno spazio educativo o accompagniamo un ragazzo nelle sue scelte, una parte di quell’impossibile inizia a cedere.”
A partire da questa visione nasce IMPOSSIBILE 2026, la Biennale dell’infanzia e dell’adolescenza promossa da Save the Children, in programma a Roma il 20 e 21 maggio. Il suo obiettivo è ambizioso: affrontare le sfide che oggi negano i diritti fondamentali dei più giovani e contribuire a rendere possibile ciò che sembra non esserlo.
Il tema di questa edizione “Investire nelle periferie, investire nell’infanzia” mette al centro una realtà spesso raccontata solo attraverso le sue fragilità. Le periferie, invece, sono territori vivi, attraversati da storie, contraddizioni, ma anche possibilità. Per questo IMPOSSIBILE sarà uno spazio di dialogo orientato all’azione, in cui ragazze e ragazzi incontreranno istituzioni, mondo della cultura, università e imprese, portando esperienze e proposte concrete per riportare al centro il valore dei diritti e della partecipazione.
Non è solo un momento di confronto, ma un’occasione per costruire risposte che possano incidere davvero nella vita quotidiana dei più giovani.
L’IMPEGNO DI SAVE THE CHILDREN NELLE PERIFERIE
Da oltre 10 anni Save the Children è presente nelle periferie di tutta Italia, lavorando insieme a partner locali per contrastare la povertà educativa e sostenere bambini e famiglie.
I Punti Luce sono 27 spazi attivi in 15 regioni, dove bambini e adolescenti possono accedere gratuitamente ad attività educative, sportive e culturali. In 12 di questi sono presenti anche gli Spazi Mamme, dedicati al supporto delle famiglie e dei più piccoli.
Con il programma “Un quartiere per crescere”, l’organizzazione lavora in cinque città per trasformare quartieri periferici in comunità più inclusive, attraverso interventi costruiti insieme a chi li abita, a partire dai ragazzi.
I Poli Millegiorni, dedicati alla fascia 0-3 anni, hanno già raggiunto oltre 3.300 bambini e 2.500 genitori, offrendo supporto educativo, servizi per la prima infanzia e sostegno alla genitorialità.
Ogni bambino dovrebbe avere la possibilità di scegliere chi diventare. Ma questa possibilità non è uguale per tutti. Ci sono ancora contesti in cui i sogni devono fare più strada per diventare realtà. Eppure, quando si creano occasioni concrete e si costruiscono relazioni nel tempo, qualcosa cambia davvero. Anche ciò che sembrava impossibile.
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