Giulia Giannone
Psicologa e Psicoterapeuta
Psicosessuologa
Fin dai tempi degli antichi greci, attraverso il mito di Bauci e Filemone, si è radicata l’idea che l’amore nella vecchiaia debba farsi immobile e silenzioso. Al momento della morte, per esaudire il loro desiderio di restare uniti per sempre, gli dèi li trasformarono in una quercia e un tiglio. Crescendo l’uno accanto all’altro, i loro tronchi e le loro radici si intrecciarono in un abbraccio eterno, simbolo di un amore che vince il tempo. Per secoli, chiunque uscisse da questo schema per mostrare un ardore vitale è stato guardato con soggezione, come se fosse fuori luogo. Ma oggi quel tabù è finalmente crollato: è sbocciata un’adolescenza d’argento, una stagione in cui il cuore e i sensi restano accesi, liberi dal timore di apparire sopra le righe. Queste persone sono come polline affidato al vento, libere di esplorare la danza delle proprie emozioni. È la libertà di vivere alla maniera del dio Pan, abbandonandosi con naturalezza alla dimensione fisica e all’erotismo, accogliendo avventure intime, brevi e intense, godendosi appieno la sessualità grazie anche ai supporti farmacologici che nulla tolgono alla verità del desiderio. Come nell’incontro tra Dioniso e Arianna, l’amore torna a travolgere e riparare: si è finalmente pronti sia ad abbandonarsi al piacere istintivo, sia a nutrire il sogno di un amore vero, rendendosi eterni nella gioia di un solo istante. Nel rimettersi in gioco possono riaffiorare paure sottili, fragilità e quelle dinamiche tenere e un po’ confuse, tipiche di ogni giovinezza. In questa adolescenza d’argento l’uomo può finalmente deporre l’armatura, scoprirsi e accogliere la propria fragilità, diventando così infinitamente più vero e desiderabile. Per le donne, in particolare, questa ritrovata libertà rappresenta un rispetto profondo verso se stesse e il proprio corpo. Se per alcune la sessualità è stata vissuta adattandosi principalmente ai ritmi del partner, oggi possono finalmente riscoprire ciò che provano davvero, esplorando sensazioni mai sfiorate prima. È la scelta consapevole di vivere l’intimità alle proprie condizioni: che sia nel piacere di stare sole, nel cercare un compagno o nell’incanto di innamorarsi ancora.
“E non ho mai avuto tanta voglia di fare l’amore come adesso che sono vecchia”
Dacia Maraini, Festa di famiglia
“L’amore non è un oggetto che si perde, ma una facoltà che si esercita”
G.G.Márquez, L’amore ai tempi del colera



































