virginia saba

Rileggendo le pagine di questo numero, mi sono accorta che quasi tutti gli articoli rispondono, ciascuno a modo proprio, alla stessa domanda: che cosa significa restare degli esseri umani? Cosa vuol dire conservare la nostra umanità?

Il Ministro Andrea Abodi racconta lo sport come un esercizio di responsabilità, prima ancora che di competizione. Jacopo Cullin mostra come l’arte possa restituire fiducia a chi l’ha perduta. Luca Pani riflette sull’intelligenza e sul percorso evolutivo che ci ha resi ciò che siamo. E così via.

E poi ci sono i luoghi, i mestieri, le tradizioni, le persone che abbiamo incontrato durante il viaggio della nostra vita. Tutti, in modi diversi, ci ricordano una cosa semplice: non diventiamo noi stessi da soli.

Ogni incontro ci cambia. Ogni storia ci costringe a guardare il mondo da un punto di vista diverso dal nostro. Ed è  questo il regalo più grande che possiamo ricevere: scoprire che l’altro non è qualcuno da cui difendersi, ma qualcuno grazie al quale comprendiamo meglio noi stessi.

Per questo il viaggio non è soltanto uno spostamento. È un esercizio di ascolto. È il tentativo di uscire, almeno per un momento, dai confini delle nostre convinzioni per lasciare entrare un’esperienza nuova.

In fondo, ogni volta che torniamo da un viaggio, da un libro o da un incontro autentico, non siamo mai esattamente le stesse persone che eravamo alla partenza.

Un giorno vorremo avere cinque minuti di oggi. Godiamoceli.

Buona lettura.

Virginia Saba

Direttrice

Il Viaggio Magazine