Volto di Paul Valèry

Sono gli ultimi versi de “I passi”, una lirica in cui l’amata appare come un’apparizione sacra, una figura quasi ultraterrena che si manifesta nella vita interiore del poeta non tanto attraverso gesti concreti, quanto attraverso la percezione sonora e immaginifica dei suoi passi.

Paul Valéry si era avvicinato alla poesia dopo aver conosciuto Mallarmé e Gide. Si era innamorato di una giovane spagnola, motivo per il quale ebbe, mentre viveva una crisi personale, una crisi “dello spirito”. Da allora decise si annotare tutte le sue riflessioni sull’intelletto, comprese quelle estetiche, filosofiche,  per un totale di 261 quaderni piene di spunti e frasi celebri.

Trovò lavoro come redattore al Ministero della guerra, e sposò Jeannine, ebbe figli e tentò di essere felice. La sua carriera letteraria ricominciò con la poesia: Visse censure e contraddizioni della Seconda Guerra Mondiale, si rifiutò di collaborare coi fascisti, motivo per cui perse il suo posto di amministratore a Nizza.

È oggi tra i poeti più amati.