Quando scoppia una guerra lontana dai riflettori, il rischio più grande è il silenzio. È quello che sta accadendo in Sudan, dove dal 2023 è in corso un conflitto che ha generato una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, ma di cui si parla pochissimo.
In un Paese di circa 47 milioni di abitanti, oltre 30 milioni di persone hanno oggi bisogno urgente di assistenza umanitaria. Tra loro, milioni di bambini che stanno pagando il prezzo più alto di una crisi che dura da quasi tre anni.
Si stima che ogni 10 secondi un bambino sia costretto ad abbandonare la propria casa, per fuggire da violenze e bombardamenti.
Il sistema sanitario è quasi paralizzato: molti ospedali non sono più operativi, le vaccinazioni si sono drasticamente ridotte e stanno tornando a diffondersi malattie prevenibili come morbillo, colera, dengue e malaria.
Le conseguenze del conflitto incidono anche sul futuro dei più piccoli: milioni di bambini non possono andare a scuola, con il rischio concreto che un’intera generazione venga privata del diritto all’istruzione e di prospettive per il domani.

L’INTERVENTO UMANITARIO IN UN CONTESTO COMPLESSO

Intervenire in un’emergenza come quella sudanese non è semplice. Ma è essenziale.
Save the Children è un’organizzazione internazionale indipendente che da oltre 100 anni lavora per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, in Italia e nel mondo. In caso di emergenza, è spesso tra le prime organizzazioni ad arrivare e tra le ultime a lasciare i territori colpiti.
In Sudan è presente da oltre 40 anni. Dallo scoppio del conflitto ha adattato i propri programmi per rispondere all’emergenza e oggi opera in 13 dei 18 Stati del Paese.
Gli operatori di Save the Children lavorano ogni giorno per tenere in vita i bambini, proteggerli e garantire loro cure, protezione e opportunità, anche nelle condizioni più difficili.

L’ INTERVENTO DI SAVE THE CHILDREN IN SUDAN

Salute e nutrizione

Attraverso cliniche fisse e mobili vengono garantiti servizi di assistenza medica di base, di emergenza e neonatale. Screening nutrizionali e terapie salva-vita aiutano a contrastare la malnutrizione tra i bambini.

Acqua e servizi igienico-sanitari

L’intervento prevede la fornitura di acqua potabile e il ripristino dei pozzi. Nei campi per sfollati vengono realizzate latrine e postazioni per il lavaggio delle mani, fondamentali per ridurre il rischio di epidemie.

Supporto alle famiglie

Alle famiglie sfollate vengono distribuiti beni di prima necessità e attivati interventi di sostegno economico, come la fornitura di sementi, attrezzi agricoli e piccoli capi di bestiame.

Istruzione in emergenza

Nei centri temporanei di apprendimento, insegnanti formati offrono attività educative per garantire continuità scolastica e tutelare il futuro dei bambini.

IL FONDO EMERGENZE PER I BAMBINI

Essere presenti nelle emergenze significa poter agire subito, senza perdere tempo.
Per questo esiste il Fondo Emergenze per i Bambini di Save the Children, uno strumento che consente di intervenire rapidamente quando scoppia una crisi, portando aiuto dove serve di più, nel momento in cui serve.
Sostenere il Fondo significa rendere possibile una risposta immediata anche nelle crisi che ricevono meno attenzione come quella in Sudan.
Per sostenere il Fondo Emergenze per i Bambini di Save the Children è possibile inquadrare il QR Code presente nella pagina.
Per maggiori informazioni
sul lavoro di Save the Children:
www.savethechildren.it

Vaccinare i bambini, anche nelle aree più difficili del Sudan

In Sudan, il conflitto ha interrotto le campagne di vaccinazione, lasciando milioni di bambini esposti a malattie prevenibili e potenzialmente mortali.

Attraverso un programma di immunizzazione realizzato con i partner, Save the Children raggiunge i bambini che non hanno mai ricevuto un vaccino o che hanno un ciclo vaccinale incompleto, soprattutto nelle comunità più isolate.

Il programma è attivo in 10 Stati del Paese e permette di somministrare vaccini salvavita contro malattie come morbillo, poliomielite, difterite e febbre gialla, riducendo il rischio di epidemie.

Accanto ai vaccini, il programma consente di offrire prevenzione sanitaria e supporto nutrizionale, tutelando la salute dei bambini anche nelle aree più difficili da raggiungere.