Sono in molti gli osservatori del mercato che si chiedono se in questo 2026 ci sarà una recessione innescata dalla bolla dell’Intelligenza Artificiale a Wall Street. La verità è che chi dice di sapere mente. Non sappiamo cosa accadrà perché, soprattutto quando si parla di I.A. il futuro non esiste ma esistono narrazioni del futuro.

Al momento tutto fa pensare che le cose siano diverse dalla bolla delle dot.com nel 2000 – perché allora i prezzi dei titoli in Borsa erano stellari anche di società che non producevano utili – e dal fallimento di Lehman Brothers – perché mancherebbe il fattore contagio e perché le banche centrali sono preparate ormai ad affrontare una crisi. Certo, resta la domanda, sei preparato ad affrontare il noto ma lo sei anche rispetto all’ignoto?

Dalla sua l’intelligenza artificiale ha i potenti LLM, questi language models di cui ChatGPT et similia fanno parte che permettono anche a noi giornalisti di avere un assistente che segue pedissequamente le nostre istruzioni: trovami x fonti rispetto a questo tema, scrivi un post sui social sulla base del mio stile, etc. Oggi tutto questo è possibile farlo lasciando alla persona il tempo di parlare con le fonti, di avere relazioni umane. Spiegano anche che l’operaio che fa il lavoro di Charlie Chaplin in Tempi Moderni, estenuante e spersonalizzante, è giusto venga rimpiazzato dai robot. Anch’egli avrà il tempo per fare altro.

Il punto è: come gestiremo, o meglio saremo capaci di gestire il cambiamento? Il Mit di Boston spiega che ormai negli Usa il 15% dei lavori possono già oggi essere svolti dall’intelligenza artificiale. I gruppi che ci lavorano sfruttano i chip, i semiconduttori di società quali Nvidia la quale vende eccome (ecco perché è fuorviante il paragone con le dot.com). Il punto non è se queste società che vengono valutate fior di miliardi a Wall Street vendano o meno. Il punto è se gli investimenti che hanno fatto un giorno saranno ripagati. E questo che potrebbe far scoppiare la bolla in Borsa. E ad oggi non si vede come e chi potrà sfruttare appieno questo cambiamento. Ci saranno pubblicità sui chatbot e non solo sui social networks? Quel che è certo è che ad oggi nessuno dice da dove e come arriverà il guadagno. Per questo occorre rimanere prudenti, anche in Borsa.

Di Mariangela Pira
Giornalista Skytg24
Esperta in finanza
Autrice del podcast “3 fattori”