Quanto sono belli i sorrisi dei bambini? Eppure, per molte famiglie portare un figlio dal dentista è tuttora proibitivamente costoso. È anche per questo sarebbe necessario rafforzare e moltiplicare le strutture pubbliche dedicate all’odontoiatria pediatrica. Provare a riproporre ad esempio, l’eccellenza messa in campo e diretta dalla professoressa Raffaella Docimo, professore ordinario di Malattie Odontostomatologiche e direttore della Scuola di Specializzazione in Odontoiatria Pediatrica dell’Università di Roma Tor Vergata. Nella sua unità operativa “Diagnosi e trattamenti in Odontoiatria dell’età evolutiva” al Policlinico di Tor Vergata di Roma, ogni settimana sono assistiti oltre 250 bambini, provenienti anche da altre regioni: un flusso continuo di piccoli pazienti e di famiglie in cerca di cure accessibili e di un approccio solidale e umano. Lo spazio è stato infatti progettato per trasmettere serenità mentre si cura, per informare dell’importanza della prevenzione e del valore di un sorriso sano e bello, ma soprattutto per costruire con i bambini un rapporto di fiducia capace di allontanare paure e resistenze che possono generare problemi personali e relazionali.
Da anni la prof. Docimo porta avanti, all’interno di una struttura pubblica che riduce in modo significativo i costi per le famiglie, un intenso programma contro le malattie del cavo orale di cui la patologia cariosa è la più frequente e anche la più trascurata. In Italia il 36,1% dei bambini – oltre 1 milione e 800mila – è portatore di carie dei denti decidui non trattate: un numero altissimo, legato non solo alla difficoltà economica di sopportare le cure, ma anche a una carente educazione sanitaria e a un’alimentazione non idonea, sempre più ricca di zuccheri, responsabili sia dell’obesità infantile che delle lesioni dentarie.
L’approccio adottato dall’équipe è tra gli elementi più innovativi: accompagnati da una “playlist” moderna, ambienti ludici, strumenti di distrazione come giochi (calcetto, canestri da basket), un rapporto diretto di “complicità” medico-bambino, senza la presenza dei genitori durante le cure — favoriscono la collaborazione e fiducia fra operatore e paziente.
Professoressa Docimo, qual è il valore del sorriso nel bambino?
Il sorriso è caro e gradito a tutti, il mezzo di comunicazione non verbale più semplice e nel bambino è simbolo spontaneo di felicità, serenità e benessere. La percezione estetica del proprio sorriso influisce psicologicamente sulla qualità delle sue relazioni interpersonali. È quindi una espressione del volto fondamentale da un punto di vista estetico e di conseguenza anche da un punto di vista psicologico. Quanti bambini se fotografati chiudono la bocca perché si vergognano! Alcuni sono addirittura bullizzati a causa di una bocca distrutta da un trauma dentario o da carie.
Quali sono le complicanze principali in caso di carie non trattate?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica un’incidenza mondiale di patologia cariosa del 90%. In Italia nei bambini la prevalenza varia fra il 60% e il 90%, con un’incidenza a 4 anni del 21% e a 12 pari al 43. La carie nei bambini se non trattata progredisce rapidamente presentandosi clinicamente con dolore, infezioni, ascessi, distruzione dei tessuti dentari e possibile perdita prematura degli elementi dentali interessati con rischio di malocclusione. Nel caso di denti da latte, complicanze importanti sono danni alla futura dentatura permanente e alle sue funzioni: masticazione, respirazione, fonetica e articolazione del linguaggio, deglutizione, accrescimento delle arcate dentarie, oltre ai danni estetici associati con gravi risvolti psicologici negativi nel delicato momento di crescita e sviluppo della personalità del bambino.
Quali sono gli interventi che vengono eseguiti nel bambino?
Con un approccio pediatrico, sono le stesse terapie svolte nell’adulto, sia sui denti da latte che su quelli permanenti. Fondamentale la prevenzione, con la indispensabile collaborazione dei genitori che devono assolutamente comprendere l’importanza dei denti da latte da non considerare come “transitori”e quindi trascurabili: informazione, educazione e prevenzione anche in questo ambito, sono i pilastri della salute del bambino di oggi, adulto di domani. Nonostante si sia osservata una timida maggiore attenzione alla prevenzione, una percentuale significativa di adulti infatti (58% nel 2025), anche per motivi socio-economici, ancora oggi non si sottopone a controlli odontoiatrici preventivi, limitandosi solo a visite d’urgenza.
Le carie non trattate restano un grosso problema. Quali sono le cause principali dietro questi numeri così elevati?
La carie è la malattia infettiva, cronica, più diffusa al mondo. Numeri di incidenza cosi elevati, come quelli prima citati, ci fanno ritenere la nostra popolazione pediatrica tutta a rischio di carie. Le cause principali sono alimentazione sbagliata, modalità di assunzione scorretta di zuccheri (compresi quelli cosiddetti “nascosti”, aggiunti cioè durante il processo di produzione di un alimento, soprattutto confezionato, che si sommano a quelli già naturalmente presenti nell’alimento stesso), mancanza di prevenzione, difficoltà economica all’accesso dei più costosi cibi sani. Non dimentichiamo che la nostra popolazione pediatrica registra tassi di obesità infantile tra i più alti in Europa, con circa il 19% dei bambini in sovrappeso e quasi il 10% obeso.
In che modo riuscite a trasformare la paura del dentista in un’esperienza positiva?
L’esperienza mi ha insegnato a rispettare il bambino, a giustificare le sue paure, cercando di creare con lui una relazione diretta e non mediata dalla figura del genitore, talvolta ingombrante e colpevolizzante. Fondamentale l’ambiente che il bambino deve scoprire e amare. È bello e importante che i bambini arrivino contenti di trovare amici, compagni di gioco con i quali intrattenersi e constatare che dopo le cure vogliono restare in reparto per continuare a giocare.
Quali sono state per lei le sue più grandi soddisfazioni professionali dopo tanti anni dedicati all’odontoiatria pediatrica?
Quando ho iniziato a occuparmi esclusivamente di questa disciplina erano gli anni novanta: l’odontoiatria pediatrica era un po’ la cenerentola dell’odontoiatria. Oggi la mia soddisfazione è di aver creduto in questa disciplina che sempre più viene riconosciuta importante e basilare per una futura dentatura sana e estetica, come confermato peraltro dalla OMS che nel 2021 ha dichiarato che la salute orale è fondamentale per il benessere complessivo, affermando in pratica che una buona salute generale non può esistere senza una buona salute orale.
Il modello del Policlinico Tor Vergata è replicabile in altre realtà sanitarie italiane?
Ci sono diverse strutture che oggi in Italia lavorano con successo, ma non sono sufficienti a fronte delle aumentate richieste. Penso che le Regioni sulla scorta di indagini epidemiologiche e territoriali debbano implementare le strutture pediatriche considerando la salute orale del bambino un prodotto da patrimonializzare a vantaggio di una popolazione futura sana e consapevole.
Se potesse lanciare un messaggio alle istituzioni, quale sarebbe la priorità per migliorare la salute orale dei bambini in Italia?
Senza dubbio l’estensione di prestazioni garantite dal SSN: sarebbe un cambio di passo importante, garantendo almeno ai bambini l’universalità delle cure.



































