Ilaria Cappuccini

di Francesca Achito

C’è un momento in cui il vino smette di essere soltanto una bottiglia. Accade quando dietro un calice compaiono una storia, un volto, una strada di campagna. Un produttore che parla della propria terra come se parlasse di famiglia. È in questo spazio, più umano che tecnico, che si muove Ilaria Cappuccini, influencer e wine creator nota su Instagram con il nome ‘Just say wine’. La sua scelta è chiara. Raccontare il vino a chi spesso si sente escluso dal suo linguaggio.

Per troppo tempo il calice è stato legato a parole difficili, rituali rigidi, ambienti chiusi. Ilaria prova invece ad abbassare il peso della tecnica e ad alzare quello dell’esperienza. Il suo racconto parla soprattutto ai giovani, ma raggiunge chi davanti a una carta dei vini si sente spaesato. Il messaggio non è bere di più, ma bere meglio, con più cura. Alla base c’è metodo e cura. Ha studiato Arti culinarie in un percorso mirato a Firenze, studiando enologia, cucina e legame cibo-vino. Da lì il vino ha smesso di sembrarle distante ed è diventato materia viva.

Giovani, cantine ed eventi

Le nuove generazioni bevono meno rispetto al passato, ma quando scelgono una bottiglia cercano qualcosa di più. Non vogliono solo un’etichetta, vogliono un momento, un viaggio, un’esperienza, un racconto da portarsi dietro. Per questo l’enoturismo cresce mentre il consumo classico cambia forma. Un picnic tra i filari, un giro in vigna, magari in e-bike, una cena con lo chef o una visita in cantina possono avvicinare pubblici vari. Le aziende vinicole che lo capiscono non si limitano a spiegare un prodotto. Creano un mondo aperto, bello da vivere e semplice da ricordare. In questo scenario i social sono decisivi. Instagram non è più soltanto un luogo di svago e scrolling. Si tramuta in una vera e propria mappa emotiva, un motore di ricerca del gusto. Chi cerca una cantina, un’esperienza tra i vigneti o un territorio da scoprire spesso parte da un video, da una parola chiave. Nel lavoro di Ilaria rientrano anche i grandi eventi del settore. Vinitaly, Merano Wine Festival e gli eventi locali diventano occasioni per raccontare non soltanto le etichette, ma incontri, tendenze, pubblici, produttori e nuove forme di consumo. La sfida è aprire questi luoghi anche al pubblico finale. Un concept che Ilaria propone in vari ambienti, anche distanti dal mondo enologico. E’ il caso del Giffoni Festival, dove questo sguardo sarà portato in un confronto per giovani adulti. Si partirà dagli aspetti da osservare per capire un buon vino, fino a una lettura sull’educazione alimentare, intesa come sapere e capacità di scegliere. Bere bene significa anche saper leggere ciò che si ha nel bicchiere. Per farlo servono studio, esperienza e momenti di confronto, proprio come festival ed eventi. Avvicinare i giovani al vino non vuol dire spingerli al consumo, ma valorizzare una delle eccellenze italiane in modo attento, maturo e capace di aprire stimoli lavorativi.

Ilaria Cappuccini 2Dal profilo social all’impresa

Just Say Wine nasce nel 2021 quasi per caso, dopo alcune esperienze con produttori e cantine. Ilaria entra in quel mondo da curiosa, poi scopre che dietro ogni bottiglia c’è molto più della tecnica. Ci sono famiglie arrivate alla quinta, alla nona, alla dodicesima generazione. Ci sono vignaioli che lavorano ascoltando la natura, sapendo che una tempesta può cancellare mesi di fatica. È questo lato umano a colpirla. Così apre un profilo social, all’inizio quasi di nascosto. Poi i video iniziano a circolare, arrivano i primi riscontri, i produttori, gli accordi. Il progetto cresce e diventa lavoro. Oggi Ilaria collabora con cantine, produttori, consorzi, eventi e realtà dell’ospitalità. Racconta prodotti, ma soprattutto costruisce ponti tra chi produce e chi beve. È supportata dall’agenzia di comunicazione Capital Innova, che segue accordi e contratti, dando al suo lavoro valore non solo creativo, ma anche economico e professionale. Accanto alla creator c’è anche l’imprenditrice. Dal 2021 Ilaria ha creato Blueat – Pescheria Sostenibile, start-up di imprenditoria femminile legata al food e nata intorno a un prodotto a base di granchio. Un progetto con forte vocazione globale, con circa il 90% dell’export diretto negli Stati Uniti. Tra le iniziative anche un food truck pensato come scelta di marketing, mezzo capace di portare il brand tra le persone. Il futuro sembra andare in questa direzione. Continuare a raccontare il vino come esperienza, rafforzare il rapporto con aziende, territori ed eventi, far crescere progetti d’impresa capaci di unire idee, racconto e mercato.

Perché il segreto è rendere il vino più vicino, senza togliergli valore. Ed Ilaria Cappuccini sa come farlo.