Quando si parla di sviluppo del Paese, spesso l’attenzione si concentra sulle grandi città e sui principali poli economici. Eppure, esiste un’altra Italia, fatta di aree interne, isole minori e territori fragili, che custodiscono paesaggi di straordinaria bellezza, tradizioni antiche e comunità profondamente legate alla propria storia.

È da questa consapevolezza che nasce il lavoro dell’intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, aree fragili e isole minori”, che ho l’onore di presiedere e che riunisce cinquanta parlamentari appartenenti a tutti i principali schieramenti politici. Fin dall’inizio della legislatura abbiamo scelto di porre al centro del dibattito pubblico la valorizzazione di questi territori, convinti che rappresentino una risorsa fondamentale per il futuro dell’Italia.

Le aree interne e le isole minori non sono soltanto luoghi da preservare: sono spazi vivi, ricchi di identità culturali, tradizioni artigiane, eccellenze enogastronomiche e paesaggi naturali che meritano di essere conosciuti e valorizzati.

Perché questo potenziale possa esprimersi pienamente, è necessario lavorare come sistema. Servono politiche integrate capaci di coniugare infrastrutture, innovazione, formazione e servizi pubblici efficienti, insieme a un modello di turismo che sappia raccontare la qualità autentica di questi luoghi.

Intervenire sulle reti di collegamento – stradali, marittime e aeree – significa rendere i territori più accessibili e migliorare la qualità dei servizi essenziali per cittadini e imprese. Allo stesso tempo è fondamentale rafforzare anche le infrastrutture immateriali: l’accesso al credito, la digitalizzazione delle imprese, la costruzione di reti di conoscenza e di collaborazione tra pubblico e privato.

In questo quadro il turismo può svolgere un ruolo decisivo. Le aree interne e le isole minori offrono esperienze sempre più ricercate dai viaggiatori: turismo enogastronomico, itinerari culturali, percorsi naturalistici, cammini e festival che raccontano l’identità dei territori.

Valorizzare queste risorse significa creare circuiti turistici integrati, sostenere i prodotti locali, investire nella qualità dell’accoglienza e nella formazione, tutelando allo stesso tempo l’ambiente e la sostenibilità economica delle destinazioni.

Per questo credo sia necessario costruire un patto interistituzionale forte, capace di superare logiche di breve periodo e di guardare al futuro con una visione condivisa. Le aree interne, le isole minori e i territori più fragili possono diventare un motore importante della crescita nazionale.

Non si tratta soltanto di sviluppo economico. In questi luoghi si custodiscono identità, linguaggi, mestieri e paesaggi che raccontano la storia e la resilienza del nostro Paese.

Proteggerli e valorizzarli significa offrire all’Italia una prospettiva di crescita sostenibile, capace di unire innovazione, inclusione sociale e bellezza.

È questa la direzione nella quale continueremo a lavorare con l’intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, aree fragili e isole minori”, convinti che proprio da questi territori possa arrivare una parte importante del futuro del Paese.