Open Fiber è oggi uno dei principali protagonisti della trasformazione digitale italiana ed europea. La sua storia recente racconta di un’azienda giovane, fondata nel 2017 dalla fusione di Enel Open Fiber e Metroweb, ma già capace di imporsi come attore strategico nella costruzione di un’Italia connessa, competitiva e sostenibile. A controllarla è Open Fiber Holdings, partecipata da Cdp Equity per il 60% e da Macquarie Asset Management per il restante 40%, due realtà finanziarie che ne garantiscono solidità e visione di lungo periodo.

L’obiettivo che anima Open Fiber sin dall’inizio è semplice quanto ambizioso: portare una rete di comunicazione elettronica in fibra ottica ad altissima velocità, capace di superare 1 Gigabit al secondo, in tutto il territorio nazionale, riducendo così il divario digitale che ancora separa l’Italia dal resto d’Europa. Questa missione non è isolata, ma perfettamente in linea con il Digital Compass 2030 dell’Unione Europea, che prevede entro la fine del decennio l’accesso a reti fisse a 1 Gbps e al 5G in tutte le aree popolate.

Il Governo italiano ha accolto questa sfida lanciando il piano Italia 1 Giga, che mira a garantire entro il 2026 connessioni da almeno 1 Gbps in download e 200 Mbps in upload ovunque nel Paese. Open Fiber è tra i protagonisti più determinati di questo percorso, contribuendo con un piano industriale che unisce investimenti privati e pubblici per un valore complessivo di circa 16 miliardi di euro, nove dei quali già impiegati tra il 2017 e il 2024, e altri sette programmati entro il 2031.

Uno degli aspetti distintivi di Open Fiber è il suo modello di business “wholesale only”. L’azienda non vende direttamente servizi ai clienti finali, ma mette la sua rete a disposizione di tutti gli operatori di telecomunicazioni interessati, a parità di condizioni. Questa scelta garantisce trasparenza, concorrenza e pluralità di offerta per cittadini e imprese, evitando monopoli di fatto e incentivando l’innovazione.

Ad oggi, sono oltre 300 gli operatori nazionali e internazionali che hanno stretto accordi commerciali con Open Fiber per sfruttare la sua rete ultrabroadband. Ciò significa che dietro le connessioni sempre più performanti offerte dai principali provider italiani, spesso c’è la rete FTTH (Fiber To The Home) di Open Fiber, silenziosa ma fondamentale infrastruttura portante del sistema.

Open Fiber non concentra i propri sforzi esclusivamente sui grandi centri urbani, ma punta a una copertura capillare. L’Italia, per ragioni di politica industriale ed europea, è stata suddivisa in aree nere, bianche e grigie, a seconda del livello di concorrenza e interesse del mercato. In tutte queste fasce, Open Fiber è protagonista.

Nelle aree nere, cioè i principali centri urbani, l’azienda ha investito oltre 4 miliardi di euro, cablando in FTTH 240 città di grandi e medie dimensioni.

Nelle aree bianche, le zone rurali e periferiche dove gli operatori privati non avevano manifestato interesse a investire, Open Fiber si è aggiudicata tutte e tre le gare Infratel, realizzando una rete a banda ultra larga di proprietà pubblica che gestirà in concessione per vent’anni. Qui il lavoro è titanico: oltre 6.000 comuni interessati, più di 6 milioni di unità immobiliari cablate e circa 5.400 comuni già completati a marzo 2025.

Nelle aree grigie, dove è presente un solo operatore di rete, Open Fiber si è aggiudicata otto lotti dei bandi pubblici per cablare 3.881 comuni in nove regioni italiane, dalla Lombardia alla Sicilia.

Il risultato di questa strategia è imponente: al marzo 2025, Open Fiber ha reso disponibili connessioni FTTH per oltre 14,7 milioni di unità immobiliari, confermandosi il principale operatore italiano e uno dei leader europei in questa tecnologia.

La rete ultraveloce di Open Fiber è basata interamente sulla tecnologia Fiber To The Home (FTTH), in cui la fibra ottica raggiunge direttamente case, uffici e aziende senza tratti in rame. Questo consente di superare definitivamente i limiti delle connessioni ADSL o miste fibra-rame (FTTC).

Con la FTTH le prestazioni sono massime: velocità fino a 10 Gbps, affidabilità superiore, minori costi di manutenzione e, soprattutto, predisposizione a supportare le tecnologie future. La rete FTTH è l’unica ad aver ricevuto dall’Agcom il bollino verde come “vera fibra”.

Non è solo una questione di velocità. La fibra ottica rende le connessioni stabili anche in presenza di grandi flussi di traffico, come una superstrada a cento corsie che elimina gli ingorghi digitali. È la tecnologia che consente lo sviluppo della telemedicina, dello smart working, del cloud computing, delle smart city e della domotica avanzata. In altre parole, è la base della vita contemporanea e delle sfide di domani.

Le ricadute di questa infrastruttura sono evidenti a più livelli. Per i cittadini, la fibra ottica significa accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione, gestire in modo semplice il fascicolo sanitario elettronico, utilizzare appieno la telemedicina, lavorare e studiare da remoto, guardare contenuti in streaming e giocare online con prestazioni ottimali.

Per le imprese, la fibra è strumento di competitività: consente di digitalizzare i processi, archiviare dati in cloud, innovare i modelli produttivi, sviluppare l’e-commerce e l’export, sostenere smart working e telelavoro. È una leva che abbatte barriere geografiche e mette le aziende italiane sullo stesso piano di quelle europee.

Per la Pubblica Amministrazione, la connettività FTTH apre scenari di smart city: controllo elettronico degli accessi, gestione dei flussi di traffico, mobilità sostenibile, ricarica dei veicoli elettrici, videosorveglianza e monitoraggio ambientale. Non solo: digitalizzazione dei servizi turistici e culturali, fatturazione elettronica, servizi online tramite SPID e CIE.

Il piano di Open Fiber non è solo infrastruttura, ma anche economia reale. Ogni giorno, circa 10.000 persone tra personale diretto e indotto lavorano nei cantieri e nelle attività dell’azienda. Le opere di cablaggio generano occupazione diffusa in tutte le regioni italiane, stimolando filiere locali, imprese specializzate e professionisti.

Un investimento complessivo di 16 miliardi di euro significa non solo connettività, ma anche sviluppo industriale, posti di lavoro e competenze nuove che restano sul territorio.

Open Fiber non è solo un operatore tecnologico, ma una realtà che integra nel proprio DNA la sostenibilità. Dal 2021 pubblica un Report di Sostenibilità che racconta l’impegno su temi ambientali, sociali e di governance (ESG).

Nel 2023 ha approvato un ambizioso Net Zero Plan, con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2040, anticipando di dieci anni i target europei. Già dal 2022 l’azienda utilizza al 100% energia elettrica da fonti rinnovabili.

La Strategia di Sostenibilità, avviata nel 2024, si articola in pilastri che associano obiettivi concreti a piani di azione. Non è un impegno generico, ma una roadmap precisa.

L’ingresso nel Global Compact delle Nazioni Unite nel 2024 ha rafforzato la dimensione internazionale dell’impegno, mentre le certificazioni ESG ottenute – tra cui la prestigiosa certificazione SGS, prima in Italia – testimoniano la serietà del percorso.

Open Fiber guarda al futuro con la consapevolezza che la fibra ottica è la spina dorsale della società digitale. Con velocità fino a 10 Gbps e una tecnologia “future proof”, la rete è già pronta a supportare intelligenza artificiale, Internet of Things, 5G e smart city diffuse.

La qualità dell’offerta formativa è rafforzata dalla collaborazione con università, centri di ricerca e aziende innovative, in un ecosistema che punta a fare dell’Italia un laboratorio europeo di digitalizzazione.

La storia di Open Fiber è la dimostrazione che anche in Italia è possibile unire visione industriale, capacità tecnologica e sostenibilità ambientale e sociale. In meno di un decennio, l’azienda ha costruito la più grande rete FTTH del Paese, tra le principali in Europa, con un modello inclusivo che abbraccia città e aree rurali, garantendo pari opportunità di accesso al digitale.

Il futuro della Calabria, della Sicilia, del Piemonte o della Lombardia passa anche da qui: dalla possibilità di studiare online, di lavorare da remoto, di fare impresa globale restando in un borgo di montagna, di monitorare i consumi e ridurre l’impatto ambientale.

Open Fiber non è semplicemente un operatore di telecomunicazioni. È un attore che contribuisce a trasformare la società, a ridurre i divari, a dare sostanza all’articolo 3 della Costituzione, là dove parla di uguaglianza sostanziale e di rimozione degli ostacoli.

Con i suoi cantieri, i suoi investimenti e il suo impegno etico, Open Fiber porta l’Italia più vicina a un futuro in cui la connettività non è più un privilegio, ma un diritto di cittadinanza.