save the children

A Gaza la fame non è solo mancanza di cibo.

È l’impossibilità di sapere se quello che hai

oggi basterà anche per domani.

Un padre mette da parte gli avanzi della cena. Dovranno bastare anche per il pranzo del giorno dopo. Ma nella tenda in cui vive con la sua famiglia non c’è elettricità, non c’è un frigorifero e il caldo estivo fa il resto: nel giro di poche ore quel cibo non è più commestibile.

A raccogliere questa testimonianza è Shurouq, Multimedia Specialist di Save the Children a Gaza. Il suo lavoro è documentare la vita quotidiana delle famiglie colpite dal conflitto. Quello che vede ogni giorno racconta una crisi che va oltre la scarsità di alimenti: oggi il cibo va cercato, protetto dal caldo, dai roditori e dai continui spostamenti imposti dalla guerra. Per molte famiglie, perfino conservarlo è diventato un lusso.

A GAZA anche il CIBO è diventato FRAGILE

Sono trascorsi più di mille giorni dall’inizio della guerra. In questo tempo centinaia di migliaia di bambini hanno perso la casa, la scuola e la possibilità di vivere un’infanzia normale. Oggi una delle conseguenze più drammatiche del conflitto è la malnutrizione: si stima che circa 245.000 bambini siano a rischio o già colpiti.

Per molte famiglie il problema non è soltanto trovare qualcosa da mangiare, ma riuscire ad avere accesso a cibi nutrienti. Frutta fresca, latte, uova e altri alimenti essenziali sono spesso troppo costosi, mentre quello che si riesce a trovare non garantisce ai bambini la varietà e l’apporto nutrizionale di cui hanno bisogno per crescere.

I gemelli di Ahlam: il domani può ricominciare

Ahlam ha 36 anni e otto figli. Tra loro ci sono Tala e Ghadeer, due gemelli di appena diciotto mesi.

Da quando la guerra l’ha costretta a lasciare la propria casa, le sue giornate sono diventate una corsa continua tra tende, punti di distribuzione e centri sanitari, alla ricerca di cibo e cure per i bambini.

I gemelli hanno sofferto di malnutrizione acuta. Dolori continui, difficoltà a crescere e ad aumentare di peso hanno reso necessario un percorso di cura che prosegue ancora oggi.

Ogni settimana Ahlam raggiunge una clinica sostenuta da Save the Children, dove i piccoli ricevono visite mediche, controlli nutrizionali e alimenti terapeutici specifici per combattere la malnutrizione. Quando necessario, vengono indirizzati verso strutture ospedaliere per esami e cure specialistiche.

«All’inizio stavano molto peggio», racconta. «Ora grazie alle cure che riceviamo stanno migliorando. Lo vedo.»

Ahlam somministra a uno dei suoi gemelli un alimento terapeutico ricevuto presso un centro nutrizionale sostenuto da Save the Children. I due bambini, Tala e Ghadeer, sono seguiti con controlli nutrizionali regolari dopo aver sofferto di malnutrizione acuta.

Per Ahlam quella clinica rappresenta molto più di un presidio sanitario. È il luogo in cui può trovare cure, medicine e un punto di riferimento costante per la salute dei suoi figli.

La MALNUTRIZIONE colpisce soprattutto i BAMBINI

 La storia di Ahlam non è un caso isolato. A Gaza migliaia di famiglie affrontano ogni giorno la stessa lotta: trovare alimenti sufficienti e adatti alla crescita dei propri figli.

Secondo le stime, circa 245.000 bambini sono a rischio o già colpiti dalla malnutrizione. Allo stesso tempo, quasi l’80% dei minori della Striscia è stato costretto a lasciare la propria casa e oltre 625.000 bambini hanno visto interrompersi il percorso scolastico negli ultimi tre anni.

Dietro questi numeri ci sono vite sospese. Bambini che crescono senza una casa, senza una scuola e troppo spesso senza un’alimentazione adeguata, proprio negli anni in cui il loro corpo avrebbe più bisogno di nutrimento per svilupparsi.

Chi è Shurouq

Shurouq è Multimedia Specialist di Save the Children a Gaza. Da ottobre 2023 è stata costretta a sfollare otto volte insieme alla figlia, che all’inizio della guerra aveva appena 16 mesi. Nelle prime settimane del conflitto ha perso il marito in un bombardamento. Oggi continua a documentare la vita quotidiana delle famiglie e dei bambini della Striscia.

 

Come Save the Children continua a intervenire a Gaza

In questo contesto opera Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente che, da oltre 100 anni, è a fianco dei bambini più vulnerabili, in Italia e nel resto del mondo.

Nel 2025, a Gaza e in Cisgiordania, l’Organizzazione ha raggiunto oltre 886.000 persone, di cui più di 429.000 bambini, distribuendo acqua potabile, garantendo cure mediche e trattamenti contro la malnutrizione, gestendo centri sanitari e punti nutrizionali, creando Spazi a Misura di Bambino e Centri per l’Apprendimento Temporaneo, oltre a sostenere economicamente le famiglie che hanno perso i propri mezzi di sussistenza.

Per migliaia di bambini, tutto questo significa una visita medica, un alimento terapeutico, un luogo sicuro dove giocare e imparare. Significa, semplicemente, avere la possibilità di crescere.

Come sostenere Save the Children

Con una donazione puoi contribuire a garantire cure mediche, alimenti terapeutici, acqua potabile, protezione e supporto ai bambini che vivono nelle emergenze umanitarie.

Per donare:  www.savethechildren.it/gaza