Nel processo di rilancio del territorio foggiano, il Gino Lisa è tornato a rappresentare uno snodo strategico. Non solo per la riattivazione dei collegamenti aerei, ma per la possibilità – finalmente concreta – di reinserire la Capitanata dentro una visione regionale più ampia, moderna e integrata.
La rinascita dello scalo foggiano si colloca in una fase di profonda trasformazione del settore: dalla decarbonizzazione alla regionalizzazione dei flussi, dai nuovi modelli di mobilità agli investimenti sulle energie rinnovabili. La Puglia si è posizionata come laboratorio avanzato di queste dinamiche, puntando su una rete aeroportuale capace di distribuire funzioni, specializzazioni e opportunità economiche.
Per capire come il Gino Lisa si inserisce in questo scenario e capire come si inserisce nella visione più ampia di Aeroporti di Puglia, abbiamo incontrato Antonio Maria Vasile, Presidente di Aeroporti di Puglia. Con lui abbiamo dialogato su investimenti, sostenibilità, energia pulita e sul valore degli scali minori in un sistema che cresce.”
La Puglia si conferma una delle regioni del Sud Italia più dinamiche sul fronte dei collegamenti. C’è una scelta, negli ultimi anni che, secondo lei, ha fatto davvero la differenza?
Penso che la scelta più importante, fatta un bel po’ di anni fa, sia stata quella di adottare un modello di pianificazione integrata dell’offerta aeroportuale a livello regionale. Ciò significa aver smesso di considerare gli aeroporti come entità isolate e averli invece trattati come nodi complementari all’interno di un’unica piattaforma di mobilità. Di qui la creazione della rete aeroportuale pugliese, unica sul territorio italiano. Questo ha fatto in modo che si affermasse l’idea di sistema, in cui ogni scalo avesse una propria specializzazione e contribuisse alla crescita della rete. Così facendo abbiamo ottimizzato le rotte, evitato sovrapposizioni diventando sempre più attrattivi per i vettori. La costituzione della rete aeroportuale pugliese ha rappresentato il salto di qualità che ha dato slancio alla crescita degli ultimi anni e ha aumentato la fiducia dei passeggeri che quotidianamente scelgono la Puglia come meta per le loro vacanze e che transitano dai nostri aeroporti.
Avete deciso di produrre una parte dell’energia che utilizzate. È una scelta che parla di sostenibilità o di autonomia?
In realtà la nostra è una scelta che parla sia di sostenibilità che di autonomia. Da un lato puntiamo alla decarbonizzazione, con fotovoltaico, sistemi di accumulo e tecnologie efficienti. Dall’altro vogliamo renderci più resilienti, riducendo la dipendenza dal mercato energetico. In un’infrastruttura che deve funzionare 24 ore su 24, autonomia ed efficienza vanno di pari passo. In questa ottica è stata affidata alla società ‘Work in Energy’ la realizzazione e la gestione di tre impianti fotovoltaici, il più importante proprio nell’aeroporto di Foggia: circa 120, che copriranno integralmente il fabbisogno elettrico della società, consentiranno di ridurre in modo significativo le emissioni di CO₂ e di garantire energia pulita e stabile per le operazioni aeroportuali. Con queste azioni, Aeroporti di Puglia conferma il proprio ruolo di avanguardia nel processo di transizione ecologica del trasporto aereo e di continua ricerca di ricavi da investire in nuove rotte.

La sostenibilità è una parola ormai onnipresente. Qual è l’idea concreta che la guida quando si parla di aeroporti “più verdi”?
Un aeroporto più verde è quello che investe in infrastrutture moderne, dati e innovazione senza sacrificare qualità e sicurezza dei servizi, adottando un metodo in cui ogni scelta logistica, edilizia o operativa, contribuisce in modo misurabile al miglioramento dell’impatto sull’ambiente. Per noi significa operare in maniera più efficiente, con meno sprechi e più rispetto dell’ambiente.
Il nostro obiettivo è costruire un modello di aeroporto che guardi al futuro con responsabilità e visione. La sostenibilità ambientale non è solo una scelta etica, ma un fattore strategico di competitività e attrattività per il territorio. Gli investimenti in corso e quelli programmati ci permetteranno di ridurre drasticamente le emissioni, incrementare l’efficienza energetica e valorizzare le risorse rinnovabili, contribuendo così in modo concreto agli obiettivi europei di decarbonizzazione e alla crescita sostenibile della Puglia. Aeroporti di Puglia intende continuare su questa strada, consolidando il proprio ruolo di infrastruttura strategica per la crescita del territorio ma anche di esempio di innovazione energetica nel panorama del trasporto aereo. La sostenibilità non è solo una responsabilità ambientale, ma un vero e proprio motore di crescita e competitività per l’intero territorio.
Il Gino Lisa è tornato a essere parte della rete. In che modo può contribuire allo sviluppo complessivo del sistema infrastrutturale/aeroportuale della regione e della Capitanata?
Il ritorno del ‘Gino Lisa’ nella rete aeroportuale pugliese rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo complessivo del sistema infrastrutturale della regione, in particolare della Capitanata. L’area servita dal “Gino Lisa” non è solo quella della provincia di Foggia, ma comprende anche il Molise, il sud dell’Abruzzo, la Basilicata e parte della Campania. Un ruolo decisivo è quello legato alla Protezione civile. Lo scalo infatti ospita la base operativa che coordina i mezzi antincendio e gli interventi di emergenza e questo rende il ‘Gino Lisa’ non solo un’infrastruttura aeroportuale, ma un presidio strategico di sicurezza territoriale essenziale in un’area soggetta a incendi boschivi alluvioni e altre criticità ambientali. La riapertura dell’aeroporto favorisce anche la destagionalizzazione di un territorio a forte vocazione turistica, ma con scarsi collegamenti infrastrutturali. Lo scalo, infatti rappresenta una porta di accesso fondamentale per cittadini, imprese, studenti e lavoratori in un’area che paga ancora ritardi infrastrutturali. Infine, non va dimenticato l’impatto occupazionale: ogni aeroporto genera posti di lavoro diretti e indiretti.
Molti investimenti hanno ridisegnato gli aeroporti pugliesi. Ce n’è uno che rappresenta meglio la vostra idea di futuro?
Più che un singolo intervento, è l’approccio con cui stiamo ridisegnando gli aeroporti pugliesi a rappresentare la nostra idea di futuro. Se però dovessi indicare un investimento emblematico sceglierei terminal e infrastrutture energetiche di ultima generazione perché sono opere che uniscono tecnologia, sostenibilità e qualità del servizio, migliorando in maniera tangibile l’esperienza dei passeggeri. I nostri aeroporti non devono solo rispondere alla domanda di oggi ma devono anticipare le esigenze future del territorio e del settore.
Gli scali minori vivono spesso tra aspettative e incognite. Che cosa distingue un aeroporto che può crescere da uno che invece fatica? Come si mette nelle migliori condizioni un aeroporto minore?
La differenza tra uno scalo che cresce e uno scalo che fatica non sta nelle dimensioni ma nella capacità di costruire un modello sostenibile e coerente con il territorio che serve. Un aeroporto in rampa di lancio come quello di Foggia può svilupparsi quando esistono tre condizioni: una domanda reale ben identificata, un’offerta di rotte e servizi ben calibrata su quella domanda e una gestione efficiente in grado di valorizzare ogni investimento. Uno scalo minore cresce quando trova la propria vocazione e quando il territorio lo sostiene con coerenza, senza oscillare tra euforie e delusioni. Il successo è possibile solo con un ecosistema che lavora insieme: compagnie, enti locali, settore turistico, università, imprese. Le migliori condizioni si creano con incentivi mirati e temporanei, infrastrutture essenziali ma moderne, affidabilità operativa e una governance che sappia accompagnare i vettori nelle prime fasi di apertura delle rotte.

In che modo legarsi a una realtà come Aeroitalia può aiutare lo scalo foggiano a crescere? Si aspettava questa ottima partenza?
Aeroitalia ha un modello perfetto per un aeroporto come il ‘Gino Lisa’: flotta compatibile, flessibilità e capacità di sviluppare mercati emergenti. Sì, la partenza positiva era prevedibile. I numeri e i fattori di riempimento parlano molto chiaro: c’era una domanda inespressa che aspettava solo un vettore capace di intercettarla. Ogni scalo ha la sua identità e la sua vocazione. Aeroitalia ha da subito capito e interpretato molto bene la vocazione del “Gino Lisa” ed è per noi un partner molto importante nella mission di rendere il nord della Puglia protagonista ed appetibile sui mercati mondiali.
Il settore del trasporto aereo cambia continuamente. Qual è la tendenza che osserva con maggiore curiosità?
Due in particolare: la regionalizzazione del traffico, con velivoli più piccoli e più efficienti, e l’arrivo dei primi aerei elettrici o ibridi, che daranno nuova linfa soprattutto agli aeroporti minori. Sarà un cambiamento profondo.
Ogni infrastruttura riflette sempre il modo in cui viene guidata. Qual è la qualità che ritiene più utile nel suo ruolo?
La qualità più utile è la visione sistemica: la capacità di vedere l’aeroporto non come un edificio o una pista, ma come un nodo di reti complesse – energie, trasporti, sicurezza, turismo, lavoro, tecnologia. Solo con una visione di sistema si possono prendere decisioni coerenti con il futuro e non solo con l’emergenza del presente.
Domanda di rito: quale libro la sta accompagnando in questo periodo?
On leadership’ dell’ex Primo Ministro Tony Blair.
Fe.Pe.

































