Massimiliano Vignati è il responsabile della gestione e supervisione delle operazioni di terra di Aeroitalia. È al servizio h24 per ogni questione che riguarda i passaggeri, in virtù della sua lunga esperienza nel mondo dell’aviazione, ha governato e avviato in queste settimane un processo importantissimo per la compagnia: l’autoproduzione.
«Significa – spiega Vignati – riprendere il controllo diretto di un pezzo fondamentale delle operazioni di un vettore aereo. Avere il controllo di tutto il processo ground, dei servizi di terra, permette di controllare direttamente la puntualità, la sicurezza e non ultimo la qualità del servizio negli aeroporti. Questo per una compagnia aerea vuol dire coordinare meglio chi vola con chi opera sottobordo negli scali, parlando la stessa lingua, condividendo gli stessi obiettivi e gli stessi standard. Ovviamente con un occhio ai costi».

Qual è stata la difficoltà principale nel passaggio all’autoproduzione, soprattutto sul fronte della safety e della continuità operativa?

Garantire la continuità operativa senza abbassare neanche di un millimetro il livello di sicurezza. Si cambia un sistema mentre gli aerei della nostra flotta continuano a volare ogni giorno. Questo richiede pianificazione, formazione, procedure chiare e soprattutto disciplina operativa: non improvvisare nulla, anche quando il tempo stringe.

Una volta completato il processo, quali vantaggi concreti vi aspettate dall’autoproduzione?

Molto concreti: maggiore affidabilità delle operazioni, tempi di turnaround -preparazione al volo successivo – più stabili, migliore gestione delle irregolarità operative, una cultura safety più coerente e, come dicevo prima, un servizio al nostro cliente più in linea con le nostre attese. L’autoproduzione ci consente di investire sulle persone, sulla loro formazione e sugli standard. In Aeroitalia ci sono professionisti abituati a lavorare con un forte senso di responsabilità e con livelli di standard elevati. Senza di loro un progetto complesso come questo non sarebbe semplicemente possibile

Quanto sta crescendo oggi Aeroitalia e come si inserisce l’autoproduzione in questa fase di sviluppo?

Aeroitalia sta crescendo in modo costante e strutturato, con una forte attenzione alla sostenibilità operativa ed economica. L’autoproduzione si inserisce esattamente in questa logica: non crescere solo in termini di rotte o flotta, ma crescere bene, con processi solidi e sotto controllo. È una scelta che accompagna lo sviluppo, non rincorrerlo.

Quante risorse richiede un modello di autoproduzione e quante nuove assunzioni?

Parliamo di un investimento importante in termini di risorse umane, formazione e organizzazione: 130 persone per questo fine stagione. Ci saranno nuove assunzioni per la prossima stagione estiva soprattutto grazie all’aggiudicazione della continuità territoriale con la Sardegna e all’aumento di alcune frequenze da e su Roma.

L’autoproduzione è un ritorno al passato o una scelta di modernità per il settore?

È una scelta di modernità. Oggi non è pensabile parlare di efficienza, safety e qualità del servizio senza controllo diretto dei processi chiave. Per processi chiave intendo tutti quelli che caratterizzano una compagnia aerea oltre al volo: ground, manutenzione (quella ordinaria) e servizi. L’autoproduzione, se fatta con metodo e responsabilità, è uno strumento moderno di governo delle operazioni, non un passo indietro. Ringrazio il mio CEO che ha sempre creduto in questa visione e progetto.