locandina armonie d'arte festival

di Costanza Fino

C’è un angolo di Calabria dove la storia non solo si racconta, ma si respira: è il Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, a Borgia, in provincia di Catanzaro, dove tra ulivi secolari, spiagge bianche e il verde blu dello Ionio convivono i resti di una della città millenaria – dapprima magnogreca di cui però nulla rimane se non per storia e monete- poi romana e infine insediamento normanno con una maestosa chiesa abaziale. In questo luogo suggestivo e catturante, da ventisei anni, prende vita il Festival Armonie d’Arte, tra i più storici del panorama nazionale, dedicato a trasformare questo sito archeologico in un palcoscenico vivo e vibrante, dove ogni spettacolo dialoga con lo scenario naturale e monumentale, con la luce, con la storia e con il silenzio del tempo.

L’edizione 2026, dal titolo “Approdi”, si inserisce nella più ampia vocazione del festival che da vari anni si è dato un ampio tema “Nuove rotte mediterranee”: il Mare nostrum non come confine, ma come luogo di incontro, scambio e rinascita. Un tema quanto mai attuale che agisce da contrappunto discreto e non didascalico alla trama della programmazione di musica, teatro e danza.

Il cartellone di quest’anno, come da sempre, è di quelli che fanno venire voglia di teletrasportarsi: dal jazz internazionale di Joe Lovano, Antonio Faraò e Joey Calderazzo alla voce inconfondibile di Mario Biondi, fino all’esclusiva nazionale 2026 della potente “Carmen in flamenco” firmata dalla blasonata Compañía Antonio Gades. E ancora, la raffinata danza contemporanea di Riva & Repele, e l’incontro fra tradizione popolare e ricerca etnica contemporanea affidata ad Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Sul fronte del teatro, spiccano due nomi importanti della scena italiana: Lella Costa protagonista della “Lisistrata” di Aristofane, prodotta da INDA e Teatro Carcano, e Maddalena Crippa nell’anteprima di “Agamennone”, nella riscrittura firmata da Fabrizio Sinisi.

Da un lato Scolacium, cuore simbolico e identitario di Armonie d’Arte, da sempre centro di gravità del festival; dall’altro i nuovi spazi che ne ampliano i confini, portando gli spettacoli anche in altri luoghi suggestivi della regione, come l’Orto Botanico di Soverato, in un network che intreccia territori, comunità e nuove collaborazioni.

Dietro il progetto c’è la visione di Chiara Giordano, pianista napoletana con una carriera concertistica internazionale e oggi anche direttrice artistica del Teatro di Tradizione “A. Rendano” di Cosenza, che di Armonie d’Arte è ideatrice e direttrice fin dalla prima edizione.

La sua idea di fondo è dimostrare che la cultura e lo spettacolo dal vivo,  anche quello non commerciale, possono essere motore di sviluppo, coesione sociale e attrattività turistica, senza mai tradire l’identità dei luoghi che la ospitano.

Non è un caso che il festival abbia scelto come claim “Armonie d’Arte #laCalabriachevaleilViaggio”: un invito esplicito a scoprire una Calabria lontana dagli stereotipi, fatta di bellezza archeologica, paesaggi mozzafiato e una proposta artistica che non ha nulla da invidiare ai grandi festival internazionali.

Per chi ama la musica, il teatro e i luoghi capaci di raccontare storie antiche e contemporanee allo stesso tempo, Armonie d’Arte Festival è un appuntamento da segnare in agenda: un’estate a Scolacium, e non solo, tra grandi nomi, produzioni originali, esclusive e prime assolute, e paesaggi da cartolina, che vale davvero il viaggio.

Il programma completo, da luglio a settembre, è consultabile su www.armoniedarte.com.