C’è stato un momento, a Milano, in cui bastava entrare in un grande magazzino per sentirsi dentro un film. Le porte scorrevoli si aprivano e la città grigia lasciava posto a un mondo luminoso: profumi, stoffe colorate, scale mobili che sembravano scale verso il futuro.

È lì che nasce l’immaginario de Il paradiso delle signore, una serie tv in onda su Rai 1 dal 2015, solo liberamente ispirata al romanzo Al paradiso delle signore di Émile Zola, che racconta la nascita dei grandi magazzini nella Parigi ottocentesca e la trasformazione profonda che portarono con sé. La storia, però, si sposta nella Milano degli anni Cinquanta e Sessanta, quando in città esisteva davvero un grande magazzino chiamato proprio Paradiso delle signore. È in quel contesto – tra modernità nascente, moda, ambizioni e trasformazioni sociali – che la serie costruisce il suo immaginario.

Negli anni ’50 La Rinascente — considerata il primo grande magazzino italiano, nato nel 1865 da un’idea dei fratelli Luigi e Ferdinando Bocconi e ribattezzato così nel 1917 grazie a un’intuizione di Gabriele D’Annunzio — era molto più di un semplice negozio: era uno spettacolo. Ci si andava come oggi si va al cinema. Si saliva fino al terzo piano per sbirciare le ultime tendenze arrivate da Parigi, si osservavano i manichini come fossero dive di Hollywood, e bastava provare un cappello per sentirsi un po’ Audrey Hepburn, anche solo per cinque minuti.

Le commesse erano le vere protagoniste della scena: eleganti, impeccabili, sempre in movimento. Sembravano uscite da un musical, con quei tailleur perfetti e il passo deciso di chi sa che la modernità passa proprio da lì.
Ogni reparto era un set: quello dei profumi era una nuvola rosa, quello degli abiti brillava come una première, quello degli accessori era il luogo dei piccoli colpi di fulmine.

Milano fuori correva, ristrutturava, costruiva. Milano dentro – dentro quei grandi magazzini – sognava.
E scopriva un nuovo modo di stare al mondo: più leggero, più colorato, più internazionale. È anche questo il motivo del successo della serie: mostra il momento esatto in cui l’Italia ha cambiato passo.