Le origini
la serie nasce dai romanzi della scrittrice materana Mariolina Venezia.
Lo stile
lo stile distintivo ed eccentrico di Imma Tataranni – Sostituto procuratore è curato dalla costumista Paola Marchesin, con colori accesi, stampe animalier e abbinamenti fuori dagli schemi.
La città
Matera non è solo uno sfondo, ma parte integrante del racconto, al punto da diventare un vero personaggio.
La città in scena
le riprese trasformano spesso la città tra Sasso Caveoso, Sasso Barisano e Piazza Vittorio Veneto in un set diffuso.
La memoria
Matera è stata a lungo definita “vergogna d’Italia”, condizione denunciata anche da Carlo Levi, prima della sua rinascita a causa delle condizioni di vita estreme nei rioni Sassi. Famiglie numerose vivevano in grotte sovraffollate, spesso con animali, senza luce, acqua corrente o fognature, con alto tasso di mortalità infantile.
Dal neolitico ad oggi
la vita nei Sassi di Matera non si è mai interrotta.
L’impatto
il successo della serie ha contribuito ad aumentare visibilità e turismo, con ricadute economiche sul territorio.
La lingua
tra il pubblico non mancano i custodi della lingua e dei dialetti, che hanno fatto notare come accento e cadenze della serie risultino più baresi che materani; quindi, poco riconducibili alla città a cui è dedicata la serie tv.
Il futuro
secondo quanto dichiarato dallo sceneggiatore Salvatore De Mola, al momento non sarebbe prevista una nuova stagione di Imma Tataranni – Sostituto procuratore; non si esclude però che il progetto possa trovare nuove forme, anche diverse dalla serie.
Matera è stata a lungo definita “vergogna d’Italia”, condizione denunciata anche da Carlo Levi, prima della sua rinascita a causa delle condizioni di vita estreme nei rioni Sassi. Famiglie numerose vivevano in grotte sovraffollate, spesso con animali, senza luce, acqua corrente o fognature, con alto tasso di mortalità infantile.



































