Il peperoncino non è soltanto uno degli ingredienti più rappresentativi della cucina calabrese. È un simbolo identitario, un tratto culturale riconoscibile, un elemento che racconta storia, tradizioni popolari, agricoltura e appartenenza. Per questo il percorso che ha portato verso il riconoscimento del “Peperoncino di Calabria” come Indicazione Geografica Protetta assume un significato che va ben oltre l’aspetto produttivo o commerciale.
La proposta di riconoscimento IGP nasce ufficialmente nel gennaio del 2022 grazie all’iniziativa del Consorzio del Peperoncino di Calabria, costituito nel 2016 con sede a San Marco Argentano e guidato dal presidente Pietro Serra.
Alla base del progetto vi è la volontà di proteggere uno dei prodotti più rappresentativi dell’agricoltura regionale dalle contraffazioni e dagli utilizzi impropri della denominazione. Il marchio IGP diventa così uno strumento essenziale per salvaguardare autenticità, tradizione e reputazione internazionale del prodotto.
L’iter burocratico si conclude nel maggio del 2026 dopo un lungo lavoro tecnico, storico, geografico, scientifico ed economico che ha richiesto approfondimenti, osservazioni ministeriali e successive integrazioni documentali.
Tre sono state le tappe fondamentali che hanno scandito il percorso verso il riconoscimento europeo. La prima risale al 15 febbraio 2023, quando la Regione Calabria ha espresso parere favorevole sulla documentazione predisposta dal Consorzio, trasmettendola al Ministero competente.
Un secondo passaggio decisivo è arrivato il 31 luglio 2025 con la pubblicazione sul sito del MASAF del disciplinare relativo al “Peperoncino di Calabria”, inserito tra le domande di registrazione presentate alla Commissione Europea.
La terza tappa coincide invece con la pubblicazione della domanda di registrazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea attraverso il Documento Unico, avvenuta nel febbraio 2026.
Durante il percorso ha assunto particolare rilevanza la riunione di pubblico accertamento svolta il 5 marzo 2025 nell’aula consiliare del Comune di San Marco Argentano. All’incontro hanno preso parte funzionari del MASAF, rappresentanti dell’ARSAC, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, il presidente del Consorzio Pietro Serra e il Comitato Peperoncino di Calabria IGP.
La riunione ha coinvolto l’intero territorio regionale, individuato come unica area di produzione, con l’obiettivo di condividere un percorso comune di valorizzazione agricola e culturale.
Dietro il progetto IGP, infatti, non vi è soltanto una filiera produttiva, ma una vera comunità che nel peperoncino riconosce una parte della propria identità storica e sociale.
In Calabria il peperoncino è presenza quotidiana. Lo si ritrova nelle ricette tradizionali, nelle conserve, nei salumi, nei piatti tipici e perfino nei gesti domestici tramandati da generazioni. Sui balconi delle case calabresi non è raro vedere collane di peperoncini lasciate essiccare al sole o piccole piante coltivate in vaso come simbolo di continuità con la tradizione.
Attorno al peperoncino si è sviluppato nel tempo anche un importante patrimonio culturale fatto di sagre, festival, eventi e iniziative artistiche che hanno contribuito a rendere questo prodotto un autentico ambasciatore della Calabria.
Tra gli appuntamenti più noti spiccano il Peperoncino Festival di Diamante, la “Notte Piccante” di Catanzaro, la “Sagra della ’Nduja” di Spilinga, la “Sagra della Sardella” di Crucoli, il Museo del Peperoncino di Maierà e il Peperoncino Jazz Festival, rassegna musicale itinerante che attraversa l’intera regione.
Il riconoscimento IGP assume quindi un valore che supera la semplice tutela commerciale di un prodotto agroalimentare. Significa proteggere una memoria collettiva, valorizzare il lavoro delle aziende agricole e preservare un patrimonio culturale che appartiene all’intera Calabria.
Come scrive l’antropologo Vito Teti, “quando un calabrese chiede il peperoncino e lo versa religiosamente e in maniera sacrale su tutte le pietanze, non compie soltanto un atto alimentare: egli sta parlando della storia e della cultura della propria regione”.
Ed è proprio questa dimensione identitaria, culturale e popolare che rende il “Peperoncino di Calabria” qualcosa di molto più profondo di una semplice eccellenza gastronomica.



































