Ci sono cani che non nascono per caso. I galgo, levrieri spagnoli selezionati da secoli per la corsa, hanno corpi leggeri e cuori potenti, pensati per la velocità. Per molti di loro, però, la vita coincide con la durata della prestazione. In Spagna, al termine della stagione venatoria, questi cani – considerati animali da lavoro e quindi poco tutelati – vengono spesso abbandonati o eliminati.

Galgo Wind è un’associazione fondata e gestita da Tiziana Bufacchi, nata come rifugio nel cuore di Tarquinia e come spazio di sensibilizzazione anche in Italia su ciò che accade ai galgo. Un luogo di accoglienza, ma anche di racconto e consapevolezza, che mette in relazione due Paesi uniti da una stessa responsabilità. Qui i cani recuperati vengono accolti, curati e accompagnati in un percorso di riabilitazione e adozione consapevole, che richiede tempo, attenzione e rispetto. Un lavoro silenzioso che restituisce dignità a chi è stato selezionato per correre, ma era nato per vivere.

A tenere insieme accoglienza e consapevolezza è
Tiziana Bufacchi, imprenditrice romana.

Perché ha scelto di dedicarsi proprio ai galgo, una razza così poco conosciuta in Italia ma molto diffusa in Spagna?

Perché il galgo è considerato, a tutti gli effetti, la razza più maltrattata al mondo. In Spagna è ancora largamente utilizzato per la caccia e, proprio per questo, subisce forme di violenza estreme, spesso socialmente tollerate e, in alcuni casi, persino autorizzate. È un cane visto come uno strumento, non come un essere vivente.

Dal suo osservatorio, quali sono i principali rischi che questi cani corrono durante e dopo la stagione di caccia?

Il rischio più grande è la certezza dell’abbandono o della tortura una volta terminata la stagione venatoria. Il primo febbraio, a caccia conclusa, molti galgo vengono “dismessi”: abbandonati, gettati nei pozzi, uccisi. Non servono più e, per chi li utilizza, diventano rifiuti di cui liberarsi.

Perché è importante parlare dei galgo anche in Italia?

Perché raccontarli significa sensibilizzare e avvicinare le persone a una razza straordinaria, ancora poco conosciuta. Il galgo è un cane estremamente docile, adatto alla vita in famiglia, di facile gestione: non ha pelo, non ha odore. Ma soprattutto colpisce per la dignità e la compostezza con cui affronta il dolore, una qualità che lascia profondamente il segno in chi li incontra.

Il rifugio Galgo’s Wind è oggi un punto di riferimento: quanti cani accoglie e che tipo di lavoro quotidiano c’è dietro la loro cura e l’adozione?

Il rifugio è nato per supportare le associazioni, offrendo stalli e un luogo sicuro dove i cani possano essere curati e preparati all’adozione. Si trova a Tarquinia e ospita stabilmente tra i sette e i nove galgo, ai quali si affiancano altri cani accolti in strutture di appoggio. Il lavoro quotidiano è fatto di cure, recupero fisico ed emotivo, e di un lungo percorso che li accompagna verso una nuova famiglia.