Da anni è uno degli atleti più forti che il tennis in carrozzina italiano abbia mai avuto. Ma la storia di Luca Arca, protagonista fino a qualche settimana fa agli internazionali di Roma e tesserato con il TC Terranova Olbia, non è solo una questione di risultati, classifiche o titoli: è soprattutto una storia di coraggio, di resistenza e di quella forza silenziosa che si costruisce quando la vita decide di cambiare direzione all’improvviso.
A maggio era ad Alghero, con la nazionale, a giocarsi la qualificazione alla BNP Paribas World Team Cup Wheelchair Tennis. Un’altra sfida, uno dei tanti capitoli di un percorso che non è mai stato lineare. Perché prima di arrivare qui, Arca ha dovuto imparare a ricominciare.
Aveva 15 anni quando un incidente automobilistico gli ha amputato parte della gamba. Un momento che segna una frattura netta tra ciò che era e ciò che sarebbe diventato. Non è solo il corpo a cambiare, ma l’intera prospettiva. È in quello spazio difficile, fatto di adattamento e incertezza, che nasce la sua forza. Non come gesto improvviso, ma come costruzione quotidiana.
Il tennis in carrozzina arriva dopo, quasi come una risposta. All’inizio è un modo per rimettersi in movimento, poi diventa una sfida personale, infine una vera e propria identità. Arca riparte da zero, imparando nuovi equilibri, nuovi gesti, nuove regole. E soprattutto, imparando a non arretrare.
Quella determinazione lo porta, negli anni, a scalare il ranking mondiale fino al numero 24, raggiunto nel giugno 2023. Un risultato che certifica il suo valore a livello internazionale. Poi, ancora una volta, il percorso si interrompe: un infortunio lo tiene lontano dai campi per quasi un anno. Un altro stop, un’altra prova.
Ma è proprio lì che emerge la sua cifra più autentica. Arca non si limita a tornare: rilancia. Nel 2024 centra un traguardo storico, qualificandosi per le Paralimpiadi di Parigi, primo italiano di sempre nel tennis in carrozzina a riuscirci. Non è solo un risultato sportivo, è la dimostrazione concreta di quanto lontano possa arrivare chi sceglie di non fermarsi.
Oggi è numero uno in Italia e guarda avanti. Il ranking mondiale — attualmente 73 — è solo una tappa di un percorso ancora aperto. L’obiettivo resta quello di entrare tra i migliori, spingersi fino ai tornei del Grande Slam e tornare sul palcoscenico olimpico, con Los Angeles 2028 già nel mirino.
Nel frattempo, continua a costruire anche a livello di squadra. Con il Tennis Club Terranova ha conquistato due scudetti consecutivi, insieme a Marco Pincella e Mario Cabras. Successi che si aggiungono a un palmarès personale fatto di quattro titoli italiani in singolare e cinque in doppio. Subito dopo Alghero, lo attende Roma e il palcoscenico degli Internazionali BNL d’Italia. Ma, al di là dei tornei, ciò che resta è il senso profondo del suo percorso. Perché la vera forza di Luca Arca non sta solo nei colpi o nei risultati. Sta nella capacità di trasformare ogni caduta in una ripartenza. E di continuare, ogni volta, a scegliere di andare avanti.



































