“il pesce controcorrente”
dimensione 30×30 cm
olio su tavola
Roberto Zingoni propone una composizione essenziale ma fortemente simbolica. Al centro della scena emerge la figura stilizzata di un pesce che nuota nello spazio scuro di un fondale quasi cosmico. Il nero dominante della superficie crea un contrasto intenso con i colori vividi dell’animale: le pinne rosso-arancio e le linee gialle sul corpo catturano lo sguardo, mentre il contorno bianco netto ne definisce la forma con immediatezza grafica. Il pesce appare sospeso in un ambiente acquatico suggerito da segni semplici ma evocativi: sottili tratti blu rappresentano alghe e piante marine che si sviluppano sul fondo, mentre una linea azzurra in alto ricorda il movimento dell’acqua o una corrente. La composizione è racchiusa da una cornice bianca dipinta che delimita lo spazio del quadro e rafforza la sensazione di equilibrio formale. L’opera si distingue per il suo linguaggio visivo diretto e quasi infantile, che richiama la spontaneità del disegno primitivo o dell’arte naïf. Tuttavia, dietro questa apparente semplicità si percepisce una ricerca precisa sull’armonia dei colori e sull’equilibrio delle forme, elementi centrali nella poetica dell’artista. Il pesce che nuota “controcorrente” diventa così metafora di indipendenza e di resistenza alle direzioni imposte, suggerendo l’idea di un percorso individuale e consapevole. Il contrasto tra la profondità scura dello sfondo e i colori luminosi del soggetto accentua la sensazione di movimento e vitalità, trasformando la scena in un piccolo universo simbolico dove natura, segno e colore dialogano in modo immediato e suggestivo.
Roberto Zingoni, nasce a Tivoli nel 1970 e vive a Roma. Laureato in Fisica presso l’Università la Sapienza, inizia a dipingere sin da giovane. La sua ricerca artistica lo porta, ad analizzare il rapporto tra scienza e arte ed ad approfondire lo studio del colore sia su in piano teorico che di tipo pratico-semantico. Alcune sue opere sono realizzate utilizzando un’equazione da lui ottenuta per via teorica a partire dagli studi empirici, mediante la trottola dei colori1 , di James Clerk Maxwell e Katherine Mary Deward che ha rieseguito. Tale equazione eguaglia la componente cromatica con quella tonale del colore, a partire da una superficie finita (quella della tela) e dallo spettro dei colori usati, stabilendo così una definizione di armonia tra i colori utilizzati. Inoltre, altre opere pittoriche, utilizzano, per la strutturazione del quadro, serie o successioni numeriche come quella di Fibonacci, la congettura di Collatz, numeri irrazionali come il pi-greco, l’equilibrio tra risultante di forze, moti caotici come il moto browniano, teoremi matematici sulla giocoleria, elettrostatica, correnti elettriche, elementi di probabilità, leggi di Keplero, teoria del colore, rendendo la matematica e la fisica ingredienti fondamentali per la realizzazione dell’opera d’arte. Alcune sue opere sono apparse sulla rivista Asimmetrie dell’INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare), in Scienzaexpress., e sulla rivista “La Fisica Nella Scuola”. Ha partecipato a diverse mostre collettive e ha realizzato copertine per dischi musicali, locandine per cinema, concerti e mostre mercato. Ha esposto in diversi spazi sia pubblici, privati che collettivi, alternando opere pittoriche a atti performativi, e ha realizzato copertine per dischi musicali, locandine per cinema, concerti e mostre.
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