di Giulia Giannone
Psicologa e Psicoterapeuta
Psicosessuologa

Gli antichi greci avevano già scoperto le sfaccettature dell’animo umano e, nel mito di Amore e Psiche, possiamo ritrovare un riflesso di ciò che vive una parte dei giovani oggi. Psiche rappresenta quella parte profonda di noi che cerca la propria strada, ma che spesso cade nel dubbio perché non le basta più quello che vive nel profondo. Sente il bisogno di giustificarsi davanti al mondo e di cercare un’approvazione costante perché, proprio come accade sui social, sembra che il proprio valore dipenda solo da quanto si viene guardati e che «se non mi guardi, non esisto».

Così Psiche si lascia influenzare dalle sue sorelle, che incarnano gli haters e quel coro di voci esterne che seminano cattiveria dove dovrebbe esserci solo fiducia, rispetto e complicità. Sotto la loro pressione, Psiche cede e accende la lampada per svelare l’identità del suo amante. È lo stesso gesto dei ragazzi che oggi postano ogni istante della loro intimità nelle storie sui social, trasformando il privato in un contenuto da mostrare agli altri.

Questa necessità di accendere subito la luce per dare spiegazioni al mondo trasforma la libertà di scegliersi, conquistata con fatica dai nostri nonni e dai nostri genitori, in una nuova prigione. Quella che era una conquista di autodeterminazione e amore libero diventa oggi una precoce sessualizzazione, alimentata da canzoni e atteggiamenti che spingono a bruciare le tappe.

Save the Children denuncia che l’ingresso nella sessualità dei giovani si è drasticamente abbassato, con rischi di fretta e vulnerabilità. In questo scenario, la sessualità rischia di diventare un consumo frettoloso, un buttarsi via in cui l’altro perde il suo volto e diventa solo un’immagine da usare.

Quando il valore di un legame dipende solo da quanti occhi lo guardano, nascono le reazioni più crudeli, come il revenge porn di chi colpisce l’altro perché non sa accettare con dignità un «no». Il mito ci ricorda invece che la nostra interiorità ha bisogno di tempo e di quello spazio privato in cui Psiche e il suo Amore potevano semplicemente essere. Proteggere questo spazio non significa nascondersi, ma darsi la possibilità di scoprirsi davvero, lontano dai riflettori che troppo spesso finiscono per bruciare la bellezza di ciò che stiamo vivendo.

Perché, come scriveva Apuleio nella storia di Amore e Psiche nel momento in cui il segreto viene violato e il legame si spezza:
«L’amore non può vivere senza fiducia».