Leonardo, principale industria italiana della difesa, ha deciso di chiamare Michelangelo DOM (Defence Omni-Layered Missile) una piattaforma concepita come cupola di sicurezza capace di individuare e neutralizzare minacce aeree avanzate, inclusi missili ipersonici e sciami di droni. È comprensibile – e forse inevitabile, nei tempi che attraversiamo – lavorare sulla difesa. Resta però un disagio profondo vedere il nome di Michelangelo, simbolo universale di bellezza, trascendenza e miracolo umano, associato a un dispositivo di guerra, seppur difensiva. I nomi non sono mai neutri, ma raccontano ciò che siamo e ciò che temiamo. Mali tempora currunt, ma il rammarico è che i grandi simboli dell’umanesimo vengano evocati per proteggerci dalla distruzione, non per ricordarci ciò che potremmo essere.
Nicola C.
Una laurea per il capocondomino: valgono i crediti accumulati in sopravvivenza umana?
Sono una capocondomina senza laurea. Amministro scale, ascensori isterici, caldaie depresse e assemblee dove si litiga per una pianta grassa morta nel 2009. Lo faccio da anni. Lo faccio bene. E lo faccio senza laurea. Poi, una mattina, apro il telefono e leggo della proposta di legge (Atto Camera 2692): per continuare a fare il mio lavoro dovrò avere una laurea triennale. Economica, giuridica o tecnico-scientifica. Con albo nazionale, requisiti, timbri, forse anche un’aureola. Insomma da capocondomina a figura intellettuale regolamentata. Ora, io capisco tutto. La professionalizzazione. La qualità. Il decoro. Ma permettetemi un attimo di disperazione amministrativa. Perché a decidere questa cosa sono parlamentari che mettono le mani in pasta su tutto: economia, guerre, sanità, intelligenza artificiale, clima, migranti, pensioni, pace nel mondo…E poi scopro che uno su tre in Parlamento non ha la laurea. Non ce l’ha la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Non ce l’ha Matteo Salvini. Non ce l’ha Guido Crosetto. E in tanti non l’hanno mai avuta, eppure decidono della mia vita, del mio lavoro, del mio futuro e perfino del colore dei bonus edilizi. Ora dovrei iscrivermi all’università. Io. Che ho sedato risse su parcheggi, canne fumarie e rumori molesti alle 6:47 del mattino.
Io. Che ho più crediti formativi in sopravvivenza umana che un corso di laurea in Filosofia morale. Quindi niente: mi immagino già. Zaino in spalla. Aula magna. “Scusi professore, posso fare l’esame da non frequentante? Ho un’infiltrazione al terzo piano”.
M.P.



































